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Arredamenti e cucine a Napoli: come dividere un open space

È una delle preferenze più in voga e di maggiore tendenza quando si deve ristrutturare casa, ma in alcuni casi diventa anche una scelta obbligata e dettata dalle metrature. Stiamo parlando della fusione in un unico ambiente di cucina e soggiorno (o zona living) che prende il nome inglese di open space.
I vantaggi di questo tipo di soluzione architettonica sono numerosi, a partire dalla creazione di uno spazio pratico, moderno ed accogliente per tutti, a patto però di riuscire a farli convivere in maniera armoniosa.

I pregi e le caratteristiche per comporre uno spazio esteticamente accattivante ma anche impeccabile sotto il profilo pratico e funzionale ci sono stati spiegati e descritti fin nel dettaglio dai consulenti di interior design di Tolomello Mobili, uno showroom specializzato in arredamenti a Napoli che propone in esposizione numerosi marchi Made in Italy per questo tipo di progetti.
Nei prossimi paragrafi riassumeremo tutto ciò che abbiamo appreso!

I vantaggi dell’open space

Un primo innegabile vantaggio di un open space è quello di favorire la convivialità, perché mette insieme due aree in genere separate come la zona cottura e quella del living: accogliere gli amici e i parenti in questo tipo di contesto cambia le prospettive, perché si riesce a comunicare ed intrattenersi anche se ci si trova in aree dalle esigenze e funzioni differenti. Inoltre a guadagnarne c’è anche la complessiva ariosità della casa, che grazie all’unico grande ambiente risulta più luminosa con in più la possibilità grazie alle soluzioni offerte dai migliori marchi di arredamento di ottenere una sorta di fil rouge per il design degli arredi, che risulteranno così in sintonia. Ci sono alcuni accorgimenti anche molto interessanti che possono essere messi in atto per enfatizzare e valorizzare ancora di più questo nuovo concept della filosofia dell’abitare moderno.

Accorgimenti per gli open space

È possibile naturalmente che alcuni, in base alle preferenze, desiderino in qualche modo rimarcare ed evidenziare una separazione tra gli ambienti di cucina e living mantenendoli comunque integrati, e in questi casi gli accorgimenti sono davvero tanti ed eterogenei tra loro: vediamone alcuni che assecondano al meglio l’esigenza di dividere le aree e delinearne le funzioni.

Elementi architettonici per separare

Degli eccezionali alleati a questo scopo sono gli elementi architettonici di divisione che non separano nettamente le aree e permettono comunque la comunicazione tra le stesse, ma hanno la funzione di diversificare sotto il profilo visivo l’area deputata al relax e la zona operativa della cucina.
L’idea di fondo è quella di rimarcare la transizione da una zona all’altra sfruttando delle caratteristiche strutturali della stanza, come travi o colonne portanti che permettono di scandire gli spazi, ma anche soffitti di diversa altezza magari con l’installazione di apposite controsoffittature che potranno integrare sistemi di illuminazione efficaci come quelli a faretti LED oppure con le giuste lampade da soffitto come le plafoniere.

Pareti divisorie

Tra gli strumenti più apprezzati da chi ha dei gusti sofisticati ci sono anche le pareti divisorie realizzate in materiali trasparenti come il plexiglass o meglio ancora il vetro. Queste ultime infatti lasciano inalterati tutti i benefici della luce naturale e quindi non compromettono né l’ariosità né la luminosità del tuo open space, sono perfetti strumenti che intervallano e delimitano le aree in maniera netta e tuttavia non penalizzano la fluidità dell’ambiente.
Sfruttata spesso è anche la soluzione delle mezze pareti, muretti ad altezza d’uomo che scandiscono gli spazi ed ottengono lo stesso identico risultato di non opporsi al passaggio della luce.

Altri elementi divisori strumentali

Oltre alle soluzioni puramente architettoniche sin qui descritte, è possibile mantenere l’armonia dell’open space e creare sensazioni visive di stanza nella stanza anche grazie agli elementi di arredo. Molto in voga è ad esempio la scelta di un ampio divano, possibilmente un modello con penisola o con chaise longue, posizionato proprio all’inizio dell’area deputata al living: esso stabilirà una sorta di varco di passaggio lavorando benissimo nell’ottica di una separazione armonica. Un simile effetto lo si può ottenere anche sfruttando il bancone di una cucina con penisola seguendo lo stesso criterio, facendo sì che esso affacci sul living.
Ci sono poi i grandi classici dell’arredamento, le librerie free-standing, elementi di arredo pensati per essere anche agganciati al soffitto e che possono essere personalizzati mantenendo vani a giorno e passanti così da favorire in ugual modo la comunicazione tra le due aree e senza influire sull’illuminazione.

Sfruttare i colori per separare gli ambienti

Se infine si vuole ottenere un effetto ottico di separazione e delimitazione tra cucina e soggiorno senza sobbarcarsi costosi interventi strutturali troppo impegnativi, in nostro soccorso vengono i colori.
I contrasti cromatici infatti hanno estrema presa sull’occhio umano e sono efficaci a questo scopo, dunque può essere sufficiente intervenire sulle diverse tinte delle pareti: qui puoi trovare alcuni suggerimenti di tecniche di pittura moderne che potrai attuare tu stesso.
Efficace è anche il passaggio da una tonalità all’altra per il rivestimento dei pavimenti, oppure ancora si può sperimentare giocando con gli effetti ottici assicurati dai tappeti.

Suggerimenti conclusivi

Ci sono piccoli accorgimenti da seguire quando si opta per un unico ambiente che racchiuda il soggiorno e la cucina e che riguardano la complessiva resa estetica.
Scegliere per le due aree degli arredamenti del tutto inconciliabili tra di loro per stile e finiture è infatti l’unico errore da evitare, perché così facendo verrebbero meno la fluidità e l’equilibrio. È ovvio che cucina e soggiorno necessitino di elementi dalle caratteristiche funzionali molto differenti, ma le aziende del settore proprio per meglio intercettare questa tendenza hanno iniziato a inserire nei loro cataloghi delle soluzioni che fossero in grado di comunicare tra loro, presentandosi magari con finiture simili e che si richiamano sotto l’aspetto cromatico pur senza essere identiche, o con riferimenti geometrici in comune ed in grado di ottenere una voluta continuità.